Il mutuo è probabilmente per molti, il contratto più importante della loro vita finanziaria. L’idea quindi di sottoscriverlo senza prima avere ben chiare alcuni punti, li mette necessariamente in una situazione di disagio inquanto li espone a dei rischi e costi eccessivi. Stipulare o modificare il mutuo in corsa richiede oggigiorno degli strumenti di conoscenza in più rispetto a prima: come anche possibilmente qualche nozione di macroeconomia (che ci permetta di capire un po’ meglio la macchina che muove i tassi d’interesse come anche quelli d’inflazione). Ecco un esempio di una delle variabili più importanti da tenere presente quando si accende un mutuo: la percentuale di finanziamento richiesto rispetto al valore dell’immobile. Di base, le banche concedono solo fino all’80% del valore stabilito (di seguito ad una perizia). Rari i casi in cui è concesso un mutuo che copra il 100% del valore dell’immobile.  Dal punto di vista del cliente, questi dovrà calcolare di essere in grado di poter garantire il pagamento dell’ammontare delle rate mensili del mutuo richiesto, al fine di evitare di cadere nell’insolvenza (con in più il pagamento una parte di mora). In pratica, il calcolo più frequente utilizato dagli instituti di credito, è che la rata mensile non superi il 33% delle entrate. Di recente, è apparsa la pubblicazione del decreto legislativo della direttiva 2014/17/UE entrata in vigore il 4 giugno 2016. Questa direttiva conferma l’estensione a 18 mesi di rate mensili non pagate (rispetto alle 7 della versione iniziale) la soglia oltre la quale si ha “inadempimento” da parte del consumatore, con il rischio del pignoramento della casa da parte della banca senza passate dal tribunale. Il decreto prevede dunque che le parti possano convenire grazie ad una clausola specificache, in caso di inadempimento, il consumatore restituisca il bene dato a garanzia, al fine di estinguere l’intero debito anche se il valore del bene immobile restituito è inferiore al debito residuo. Di più, la stessa legge prevede in più l’assistenza obbligatoria di un consulente per il consumatore che intenda sottoscrivere questa opzione.

QUALI SONO LE COMBINAZIONI POSSIBILI?:

Secondo il Rapporto mensile dell’ABI – Associazione Bancaria Italiana, ad aprile 2016, gli italiani tornano finalmente a comprare casa, grazie anche alla maggiore disponibilità delle banche a concedere mutui. Le combinazioni possibili sono dunque molteplici e semplici: sia in copertura di capitale che in durata ed il tutto oggigiorno facilmente personalizzabile e spesso, attivabile direttamente on-line. La polizza CPI è abbinabile a tutte le principali tipologie di finanziamento immobiliare. Le garanzie di base dell’ assicurazione CPI sono cosi differenziati:

  1. EVENTI DEFINITIVI : morte ; invalidità permanente totale da malattia o infortunio (maggiore al 60%);
  2. EVENTI TEMPORANEI : inabilità temporanea totale al lavoro causata da malattia o infortunio ; la perdita d'impiego e il ricovero ospedaliero.

Le polizze CPI rappresentano un servizio facoltativo e non obbligatorio, le cui condizioni variano in base alla banca e all'istituto di credito prescelto. Prima di prendere decisioni a riguardo, è auspicabile di procedere con estrema attenzione, mettendo prima,i mutui proposti a confronto per cercare la soluzione più conveniente e adatta alle proprie esigenze. Una volta stabilito questo punto, sarà possibile valutare ulteriori servizi : quotando quindi, i vantaggi e gli svantaggi offerti ed infine prendere la giusta decisione tra le diverse coperture assicurative esistenti sul mercato sempre più concorrenziali. Ricordiamo inoltre che, preferibilmente, quando si stipula un contratto d’assicurazione CPI, l’attenzione si deve posare anche sulla trasparenza del prodotto come anche sulla scelta di un’istituto serio e di preferenza con datata esperienza.

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